Vai al contenuto principale
Il mercato galleggiante di Bangkok: il caos che funziona
Andrea

Il mercato galleggiante di Bangkok: il caos che funziona

Damnoen Saduak alle sette del mattino è tutto quello che promette: barche colorate, frutta galleggiante e il caos sull'acqua che profuma di zenzero.

Damnoen Saduak, il mercato galleggiante di Bangkok, non è come nelle foto. È più caotico, più sporco, più vero. Le barche non sono posate sull'acqua come in un catalogo turistico. Si scontrano, si incrociano, si urtano mentre le donne con il cappello a cono remano cariche di frutta, verdura e souvenir. L'odore è forte: pesce fritto, erbe aromatiche, gasolio dei motori. E il rumore è un sottofondo continuo di contrattazioni, risate, clacson di barche che chiedono passaggio.

Noi siamo partiti all'alba da Bangkok, con un taxi d'acqua prima e un minibus poi. Avevamo gli occhi ancora gonfi di sonno, ma appena abbiamo visto il canale ci siamo svegliati di colpo. Io e Ilaria ci siamo guardati e abbiamo riso. Abbiamo preso una barca lunga e stretta, guidata da una donna con un sorriso che mostrava solo metà dei denti. Per un'ora abbiamo navigato tra i canali, comprando mango tagliato a fette e cappelli di paglia.

La parte più bella è stata quando il caos si è allontanato. I canali secondari sono stretti, silenziosi. Le case su palafitte si specchiano nell'acqua scura, i bambini giocano sulle verande di legno, e il verde della giungla ricopre tutto come una coperta. Ho fatto una foto mentre mangiavamo un cocco con la cannuccia, con il cappello a cono tutto storto. Non è la foto del viaggio. È la foto del momento in cui ho capito che Bangkok non si visita. Si vive, come si vive un mercato galleggiante: lasciandosi trasportare dalla corrente.