La prima colazione in un paese nuovo è sempre un azzardo. Non sai cosa aspettarti. A Bali ho ordinato un succo di frutta pensando fosse ananas ed era durian. Il sapore era così forte che ho fatto una faccia che ha fatto ridere Ilaria per tutto il giorno. A Budapest ho scoperto la pasta di paprika spalmata sul pane e ho capito che gli ungheresi fanno colazione con cose salate, non dolci, e che in questo hanno una marcia in più.
La colazione dice tutto di un paese. Dice a che ora si svegliano, se hanno fretta o se si prendono il loro tempo, quanto sono dolci o amari. A Malta abbiamo fatto colazione con pastizzi, quei fagottini di pasta sfoglia ripieni di ricotta o piselli, comprati in un chiosco per strada alle sette del mattino. Durante il nostro viaggio a Malta, quella colazione è diventata un rito quotidiano. A Londra con uova, bacon e fagioli, in un pub vicino al mercato di Borough. A Nosy Be con frutta fresca tagliata davanti a noi e caffè non filtrato. Ogni volta, nel piatto, c'è un frammento del posto.
Ho imparato a cercare i posti dove mangiano i locali, non quelli sulle guide turistiche. Il prezzo è un buon indicatore: se costa meno di quanto ti aspetteresti, sei nel posto giusto. A Budapest abbiamo pagato una colazione completa per tre con l'equivalente di 12 euro. A Londra, lo stesso pasto ci è costato quasi 40 sterline. Il trucco è chiedere al receptionist dell'hotel: "Dove fai colazione tu?" Funziona sempre.
A Zanzibar, le colazioni sono un'esperienza sensoriale. Frutta tropicale appena tagliata, chapati caldi, chai speziato con cardamomo e zenzero. I piccoli ristoranti sulla spiaggia di Nungwi servono colazioni fino a tarda mattina, e il rumore delle onde accompagna ogni morso. Il mio consiglio: prenota un alloggio con colazione inclusa solo nei primi due giorni, poi esplora. Scoprirai che la colazione fuori è spesso più buona, più autentica, e ti fa sentire meno turista.
In Giappone, la colazione tradizionale è una rivelazione. Zuppa di miso, riso al vapore, pesce alla griglia, alghe e tsukemono (verdure sott'aceto). La prima volta che abbiamo ordinato tutto questo ci siamo guardati e abbiamo riso: alle otto del mattino sembrava di pranzare. Ma dopo qualche giorno è diventata la nostra colazione preferita, leggera e nutriente, perfetta per iniziare la giornata di visite. A Tokyo abbiamo scoperto che molti piccoli ristoranti servono questa colazione fino alle undici, e costa circa 500 yen (poco più di 3 euro). Un affare che ti riempie di energia.
In Marocco, invece, la colazione è un dolce abbraccio. Il the alla menta dolcissimo, servito in bicchieri di vetro decorati, accompagna pane tradizionale (khobz) con olio d'oliva e amlou, una crema di mandorle, miele e argan. A Marrakech, nel souk, abbiamo pagato l'intera colazione per tre persone con l'equivalente di 5 euro. La signora del chiosco ci ha insegnato a rompere il pane con le mani e a intingerlo nell'olio d'oliva come fanno i berberi. Inutile dire che è diventato il nostro rito per tutto il viaggio.
Un accessorio fondamentale per le colazioni in giro per il mondo è una borraccia termica riutilizzabile. Ti permette di portare con te il the o il caffè avanzato dalla colazione, e di idratarti durante le passeggiate. In paesi caldi come la Tailandia o il Marocco, avere sempre acqua a portata di mano è essenziale. Un'altra risorsa preziosa è una guida di viaggio aggiornata, che include non solo i monumenti ma anche i migliori indirizzi per mangiare come un locale. Spesso le guide cartacee hanno sezioni dedicate alla street food e ai mercati che non trovi su internet.
Per chi viaggia con me, so che una buona tazza da viaggio termica è un'ottima compagna di viaggio, anche se non fa colazione all'estero: conserva il caffè caldo per ore e ti evita di consumare bicchieri di carta usa e getta. Noi abbiamo una borraccia termica che ci accompagna in ogni viaggio. La mattina la riempiamo al bar della colazione e il caffè resta caldo fino a metà mattina, perfetto per sorseggiarlo durante una passeggiata.
Ma la colazione che porto nel cuore è quella del primo giorno a Bangkok. Tavoli di plastica sul marciapiede, una signora che preparava noodle soup in un wok fumante, e noi tre che mangiavamo con le bacchette senza sapere bene come si tenessero. Eravamo stanchi, la camicia sudata ci si appiccicava alla schiena, ma quella zuppa calda e piccante ci ha svegliati come nessun caffè avrebbe potuto. La prima colazione all'estero è una promessa: ti dice che il viaggio è cominciato davvero. Leggi il racconto completo del nostro viaggio in Tailandia per scoprire tutte le tappe del nostro itinerario.
Domande frequenti
- Come trovare colazioni autentiche all'estero? Chiedi ai locali, evita i locali con menu in inglese in paesi non anglofoni, e cerca i posti dove vedi gente del posto fare la fila. Il prezzo basso è un ottimo segnale. Le guide cartacee locali hanno spesso le migliori segnalazioni.
- Meglio colazione inclusa in hotel o fuori? Dipende. I primi due giorni sfrutta l'hotel per comodità. Poi esci e cerca i caffè locali. Spesso spendi meno e mangi meglio.
- Cosa fare se non ti piace la colazione locale? Prova lo stesso. Anche se non ti piace, fa parte dell'esperienza. E se è proprio immangiabile, un supermercato locale ha sempre pane e frutta per un piano B.
- Quali paesi hanno la colazione più sorprendente? Giappone per il pesce alla griglia al mattino, Marocco per i dolci, Tailandia per le zuppe piccanti e Ungheria per il salato. Ogni paese ha la sua versione di "buongiorno" nel piatto.