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Slow travel
Andrea

Slow travel

Perché abbiamo smesso di ottimizzare ogni ora del viaggio e abbiamo imparato il valore della lentezza, della scoperta casuale e del perdersi di proposito.

In Giappone abbiamo passato un pomeriggio intero in un parco a guardare le foglie cadere. Non c'erano templi da timbrare né treni da prendere. Solo noi, una panchina e due tè caldi. Con Ilaria ho capito che il viaggio non è una lista di cose da vedere, ma una serie di momenti da lasciar accadere.

Saltare un monumento per fare colazione due volte nello stesso bar è una scelta di cui non ci si pente mai. Slow travel non significa viaggiare peggio, significa rinunciare alla fretta. E scoprire che la città la conosci davvero solo quando ti siedi e la guardi vivere.