Mont Passot: il tramonto che profuma di ylang-ylang
In cima al Mont Passot, con i laghi craterici che si tingono di rosso e una THB in mano, ho capito che il tramonto non si guarda: si abita.
Il Mont Passot non è una montagna. È una collina, un dosso che si alza dal nord di Nosy Be e guarda giù verso i laghi craterici. Si arriva in macchina fino quasi in cima, poi si sale a piedi per un sentiero di terra rossa tra gli alberi di ylang-ylang. Il profumo è così intenso che sembra di camminare in una distilleria a cielo aperto. E quando arrivi sulla sommità, il vento ti prende e ti ricorda che sei su un'isola, circondata dall'oceano.
Noi siamo arrivati verso le cinque, con una birra THB comprata al chiosco in fondo alla salita. Io camminavo davanti con la sensazione di salire verso qualcosa di importante. In cima c'erano già altre persone, ma ognuna parlava sottovoce, come in un teatro prima che lo spettacolo cominci. Di fronte a noi, i laghi craterici si estendevano come macchie di colore: uno verde, uno blu, uno quasi nero. Sembravano gli occhi della terra aperti verso il cielo.
Il tramonto è arrivato piano. Prima un arancione leggero, poi un rosso che si è allargato su tutto l'orizzonte, infine il viola che ha inghiottito tutto. Non ho fatto foto. Ho solo guardato, con la THB in mano, fissando il sole come se avesse capito che stava succedendo qualcosa di unico. In quel momento, lassù, ho pensato che certi tramonti non si vedono con gli occhi. Si sentono sulla pelle. E quello, sulla collina profumata di Nosy Be, è un calore che ancora porto dentro.