L'ultimo giorno di ogni viaggio è una giornata strana. Ti svegli e sai che è l'ultima volta che fai colazione in quel bar, l'ultima passeggiata per quella strada, l'ultima volta che guardi quel mare dalla finestra. C'è un peso sottile che accompagna ogni gesto, come se tutto fosse più lento, più intenso, più vero. L'aria sa di addio, anche se il sole è lo stesso del primo giorno.
Noi abbiamo ritualizzato l'ultimo giorno. Colazione nello stesso posto in cui abbiamo fatto colazione il primo giorno. Un giro senza meta per le strade che abbiamo imparato a conoscere. Una cosa che non avevamo ancora fatto. A Londra, è stata una passeggiata lungo il Tamigi da Westminster a Tower Bridge, con Ilaria che fotografava i riflessi. Se sei a Londra, quel percorso è uno dei più belli della città: circa 4 chilometri che regalano una prospettiva unica sulla città. Noi l'abbiamo scoperto durante il nostro viaggio a Londra e da allora è diventato il nostro giro dell'ultimo giorno.
A Parigi, l'ultimo giorno l'abbiamo passato al Jardin du Luxembourg, seduti su una sedia di metallo verde a guardare i bambini che facevano navigare le barchette a vela nella fontana. Sembra una scena da film, ma era vera. Il sole filtrava tra gli alberi, l'aria odorava di baguette e caffè, e per un attimo Parigi ci ha regalato il suo momento più autentico: quello in cui non sei turista, sei solo qualcuno che si gode un pomeriggio. Non abbiamo visitato il Louvre, non abbiamo fatto la fila per la Tour Eiffel. Semplicemente, siamo stati lì. È stato il nostro miglior ultimo giorno.
A Barcellona, invece, l'ultima colazione è stata al Mercato della Boqueria, con un bicchiere di succo di melograno fresco e churros al cioccolato. Poi abbiamo camminato fino al bunker del Carmel, da dove si vede tutta la città distesa ai tuoi piedi come una cartolina. Sedersi lì per un'ora, senza parlare, guardando il mare in lontananza, è stato il modo perfetto per salutare Barcellona. Ogni città merita un arrivederci così.
E poi, il momento più difficile: chiudere la valigia. C'è sempre un oggetto che non entra, un souvenir comprato all'ultimo, e devi scegliere cosa lasciare. La mia strategia: metto da parte un piccolo spazio nella valigia già dai primi giorni, esattamente per gli acquisti dell'ultimo giorno. Altrimenti, sacchetto a mano come bagaglio aggiuntivo. Le compagnie aeree low cost sono severe sul peso del bagaglio a mano, ma un sacchetto di stoffa pieghevole non conta mai, e ci entra un souvenir morbido. Per chi vuole essere preciso, consiglio un bilancino digitale da viaggio: lo infili nello zaino, pesi tutto prima di uscire dalla stanza e non hai sorprese al banco del check-in.
Un altro accessorio che mi ha semplificato la vita nell'ultimo giorno è un adattatore universale con porte USB. Lo tieni nello zaino a mano e ti permette di caricare tutti i dispositivi in una volta sola, anche all'aeroporto. Niente più prese occupate da tre caricabatterie diversi. E se hai uno zaino da viaggio ben organizzato, con scomparti separati per elettronica e abbigliamento, l'ultimo giorno diventa molto meno stressante: prepari tutto la sera prima, la mattina chiudi lo zaino e sei pronto in cinque minuti.
Pianifica l'ultimo giorno con calma. Niente visite impegnative o spostamenti lunghi. Noi cerchiamo di fare una cosa semplice ma significativa: tornare in un posto che ci è piaciuto, comprare un ultimo regalo, mangiare il piatto che abbiamo amato di più. A Tenerife è stato un bagno mattutino in una caletta riparata, con il sole che scaldava già alle 8. A Malta una passeggiata tra le strade di La Valletta. A Budapest un ultimo giro tra i ruin bar del quartiere ebraico. A Lisbona un pastel de nata caldo, appena sfornato, in un bar di Belém mentre il sole tramontava sul Tejo.
L'ultimo giorno non è triste. È pieno, di una pienezza che solo le cose che stanno per finire sanno avere. L'ultima sera, dopo cena, siamo usciti a prendere un gelato. Non serviva, faceva fresco. Ma era l'ultimo, e ho scelto il gusto che non prendevo mai. "Tanto è l'ultimo", ho detto. Avevo ragione. L'ultimo giorno è un romanzo a parte, un capitolo che scrivi mentre lo vivi. Con la consapevolezza che ogni morso, ogni passo, ogni sguardo è un arrivederci. Ma anche un regalo.
Domande frequenti
- Come organizzare al meglio l'ultimo giorno di viaggio? Non programmare visite impegnative. Dedica la mattina a un'ultima esperienza leggera e il pomeriggio al trasferimento in aeroporto con largo margine. Meglio aspettare in aeroporto che correre.
- Cosa fare se il volo è la sera? Chiedi all'hotel il luggage storage gratuito o a pagamento. Molti offrono il deposito anche dopo il check-out. Noi usiamo spesso Booking.com per trovare hotel con questo servizio incluso.
- Come gestire la malinconia dell'ultimo giorno? Non combatterla. Fa parte del viaggio. Prendila come un segnale che l'esperienza è stata intensa. Il segreto: invece di pensare che finisce, pensa a cosa hai imparato e a dove vorrai andare la prossima volta.
- Quali attività sono perfette per l'ultimo giorno? Colazione nel vostro posto preferito, passeggiata senza meta, visita a un mercato locale per gli ultimi souvenir, un libro letto in un parco. Attività lente che non richiedono spostamenti lunghi.