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Jet lag con bambini
Ilaria

Jet lag con bambini

Consigli pratici per sopravvivere al jet lag con un bambino: tra coccole notturne, sonnellini strategici e l'accettazione che ogni giorno è un fuso orario diverso.

La prima volta che siamo atterrati a Tokyo avevo tutto sotto controllo: tabelle, timer, sveglie regolate. Poi lui si è svegliato alle tre di notte e ha cominciato a ridere. Da lì ho capito che il jet lag con un bambino non si combatte, si abbraccia.

La prima regola che funziona davvero: esporlo alla luce naturale appena svegli. Anche se ha dormito solo quattro ore, apri le tende, esci, camminate. La melatonina è un'opzione, ma va dosata con il pediatra. Noi alterniamo tra sonnellini brevi, mai più di un'ora, e attività leggere.

La sera, invece, routine: niente schermi, lettura, e lui che si addormenta ascoltando il rumore della città nuova fuori dalla finestra. Il terzo giorno di solito siamo in pari. Non è scienza, è pratica. E la notte in cui finalmente dorme tutta la filata, io resto sveglio a guardarlo, incredulo.