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La prima colazione all'estero: il paese nel piatto
Andrea

La prima colazione all'estero: il paese nel piatto

Il primo pasto in un paese nuovo dice tutto: cosa mangiano, quando si svegliano, quanto ci mettono a sorridere. La colazione è un Paese in miniatura.

La prima colazione in un paese nuovo è sempre un azzardo. Non sai cosa aspettarti. A Bali ho ordinato un succo di frutta pensando fosse ananas ed era durian. Il sapore era così forte che ho fatto una faccia che ha fatto ridere Ilaria per tutto il giorno. A Budapest ho scoperto la pasta di paprika spalmata sul pane e ho capito che gli ungheresi fanno colazione con cose salate, non dolci, e che in questo hanno una marcia in più.

La colazione dice tutto di un paese. Dice a che ora si svegliano, se hanno fretta o se si prendono il loro tempo, quanto sono dolci o amari. A Malta abbiamo fatto colazione con pastizzi, quei fagottini di pasta sfoglia ripieni di ricotta o piselli, comprati in un chiosco per strada alle sette del mattino. A Londra con uova, bacon e fagioli, in un pub vicino al mercato di Borough. A Nosy Be con frutta fresca tagliata davanti a noi e caffè non filtrato. Ogni volta, nel piatto, c'è un frammento del posto.

Ma la colazione che porto nel cuore è quella del primo giorno a Bangkok. Tavoli di plastica sul marciapiede, una signora che preparava noodle soup in un wok fumante, e noi tre che mangiavamo con le bacchette senza sapere bene come si tenessero. Eravamo stanchi, la camicia sudata ci si appiccicava alla schiena, ma quella zuppa calda e piccante ci ha svegliati come nessun caffè avrebbe potuto. La prima colazione all'estero è una promessa. Ti dice che il viaggio è cominciato davvero.